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Promozione buon compleanno Cannabis light Italia

BUON COMPLEANNO - Promozione buon compleanno Cannabis light Italia avvisi

Cannabis light Italia compie il suo prima anno di attività.

Per festeggiare con tutti voi e ringraziarvi per il supporto che ci avete dato in quest’anno trascorso insieme, abbiamo lanciato una nuova super promozione.

A partire da:

  • 80 euro di spesa di prodotti riceverai in omaggio la nostra CALIFORNIA 2g
  • 120 euro di spesa di prodotti ricevi in omaggio la nostra OG TROPICAL 2g
  • 200 euro di spesa di prodotti riceverai CALIFORNIA 2g + OG TROPICAL 2g

L’offerta è valida su acquisti di cannabis legale, cbd, tisane e tutti gli altri prodotti del nostro shop, ed è cumulabile con i prodotti già in sconto e con le promozioni riservate agli utenti registrati. Per usufruire della promozione, effettua i tuoi acquisti dalle 00:01 di Lunedì 12, fino alle 23:59 di Domenica 18 Novembre.

Non devi usare nessun codice promozionale, ma spendendo l’importo richiesto ricevi in automatico i tuoi regali.

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Tisana di Canapa: metodo più efficace

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Un metodo efficace per assumere  la canapa, sia quella industriale che la cannabis terapeutica, è la preparazione di una tisana con i fiori.

Sono riportati in rete e su vari testi diversi metodi di preparazione, a partire dalle indicazioni nel Decreto 9/11/15, ma possiamo migliorare la qualità e la quantità dell’estrazione dei principi attivi con dei suggerimenti…

Vediamo i passaggi migliori per cominciare a preparare una tisana di cannabis in modo corretto:

– Scegliere di usare lo stesso pentolino ogni qualvolta si voglia preparare la tisana di canapa

– Porre come minimo 250/300 ml di acqua fredda per tazza, per massimo 200 mg di infiorescenza

– Il quantitativo di infiorescenza utilizzata va sminuzzata per poter aumentare la superficie di estrazione

– Cominciare a porre il tutto sulla fiamma avendo cura di coprire con con un coperchio, dopodiché portare a bollore

– Lasciar bollire  (lasciare cioè in decozione) a fuoco medio il composto per 15 minuti (fino 25 minuti per poter estrarre al meglio il CBD, gli altri cannabinoidi e principi attivi)

– Trascorso questo tempo aggiungere 15 gr di latte (vaccino preferibilmente intero, alternativamente di soia o di semi oleosi (mandorla, nocciola)) ogni 100mg di infiorescenza, per poter estrarre i principi attivi che sono liposolubili (ovvero solubili nei grassi) 

– Coprire nuovamente e lasciare bollire a fuoco basso per altri 10-15 minuti, dopodiché spegnere e lasciar raffreddare, mantenendo sempre coperto.

– Non filtrare il composto, sarebbe meglio bere anche i residui per poter assimilare tutte le sostanze non perfettamente estratte durante la decozione

– Dolcificare a piacere, meglio con miele o stevia… 

E’ anche possibile preparare una tisana utilizzando solo latte freddo sin dall’inizio, aggiungendo magari un po’ d’acqua durante l’ebollizione del preparato.

La scelta sarà anche nel gusto, poiché ad alcuni soggetti una tisana di solo latte può risultare meno digeribile.

Può sembrare un procedimento impegnativo, soprattutto tempisticamente (fino a 40 minuti di preparazione), però una volta presa la mano… può diventare un piacevole rito!

Le informazioni qui contenute sono a scopo puramente divulgativo e non pubblicitario. Non devono sostituirsi alla consulenza di un medico o di altri operatori sanitari abilitati.

Le nozioni e le informazioni su procedure mediche, posologie, e/o descrizioni di farmaci hanno unicamente un fine illustrativo e non consentono di acquisire la manualità e l’esperienza indispensabili per il loro uso o la loro pratica.

In alcun modo le informazioni presenti hanno come fine l’istigazione alla prescrizione od al consumo.

L’informazione sanitaria è utile e funzionale al cittadino per la scelta libera e consapevole di prodotti e servizi.

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Canada: da oggi cannabis legale

bandiera canada - Canada: da oggi cannabis legale informazioni, cannabis-light

L’approvazione del parlamento canadese della legge sul consumo di Cannabis definita lo scorso Giugno, ha avuto oggi il via libera. Il Canada è il secondo stato dopo l’Uruguay a legalizzare la marijuana anche a scopo ricreativo.

Nella notte di oggi hanno aperto i primi negozi per la vendita della cannabis con code di persone all’esterno intente a festeggiare e fare i primi acquisti.

Nonostante ci siano ancora dubbi su come evolverà il fenomeno a livello sociale e relativi problemi che poterebbero crearsi come ad esempio sulla sicurezza stradale, il governo canadese è propositivo e ha preferito delegare le province e le amministrazioni, le quali potranno gestire autonomamente le modalità di consumo, ad esempio il luogo dove poter fumare o consumare le infiorescenze, l’età minima per potere acquistare cannabis, limiti per l’autoproduzione, etc.

La legge permette ad ogni cittadino di acquistare fino a 30 grammi di cannabis presso i dispensari o attraverso il servizio di consegna a domicilio attraverso portali internet gestiti direttamente dalle province, e non potrà far crescere più di quattro piantine a casa. Le sanzioni per l’acquisto illegale della marijuana sono state inasprite, così come le pene per la vendita ai minorenni. Al momento è consentita solo la vendita di soli fiori di cannabis essiccati, tinture, capsule e semi. Altri derivati, come alimenti, concentrati e infusi a base di THC, dovrebbero arrivare sul mercato il prossimo anno. Ricordiamo che stiamo parlando di una legalizzazione alla vendita e al consumo di tutta la cannabis, sia quella con il principio attivo stupefacente, il THC, sia della “cannabis light” legale in Italia non psicotropa, con bassissimi livelli di THC e alti valori di CBD.

In Canada la coltivazione sarà in mano ad aziende private autorizzate (al momento 120), ma la distribuzione verrà monitorata attentamente dallo stato. Saranno le province ad acquistare la cannabis dai produttori e a rifornire i dispensari, mentre la consegna a domicilio potrà essere effettuata solo dalle poste federali. Un sistema che nelle intenzioni del legislatore dovrebbe aiutare anche a tenere sotto controllo i prezzi, evitare la sovrapproduzione, far guadagnare lo stato grazie alla tassazione (stimato un ricavo annuo per lo stato di 400 milioni di dollari canadesi), evitare il mercato nero e lo spaccio soprattutto ai minorenni.

In Canada il possesso di marijuana era un reato dal 1923, ma le leggi erano già state modificate nel 2001 per consentire il consumo a scopo sanitario, per esempio nelle cure palliative contro il dolore cronico. Anche se diversi stati hanno depenalizzato da tempo l’uso della sostanza, per esempio i Paesi Bassi e il Portogallo, il Canada è solamente la seconda nazione al mondo dopo l’Uruguay a procedere a una totale legalizzazione. Negli Stati Uniti nove stati hanno fatto altrettanto, senza conseguenze rilevabili sulla salute pubblica, ma a livello federale non c’è ancora una legge per il consumo ricreativo della marijuana.

Molti altri stati, guardano al Canada come sperimento per la piena legalizzazione per valutare e  verificare gli effettivi benefici di un consumo normato e tassato della cannabis sativa.

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Canapa: questionario per una ricerca di mercato universitaria

QUESTIONARIO 2 - Canapa: questionario per una ricerca di mercato universitaria informazioni

Ci è stato chiesto da uno studente di Food Marketing dell’Università Cattolica di Piacenza, di condividere questo breve e anonimo questionario per uno studio di mercato sulla canapa (Cannabis sativa L.), i cui dati raccolti verranno utilizzati in una tesi.

Compilate e condividete.

Grazie per la disponibilità.

Staff Cannabis light Italia

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Conferma dell’OMS: la cannabis light non comporta rischi per la salute – Italia: pietra sopra alla legalizzazione

cannabis terapeutica - Conferma dell'OMS: la cannabis light non comporta rischi per la salute - Italia: pietra sopra alla legalizzazione terapie-alternative, informazioni, cannabis-light
Dopo tanto “sparlare” dell’ultimo mese, soprattutto in Italia, ci è sembrato di esser ritornati agli anni ’30 – ’40 all’inizio del proibizionismo. E’ stato affermato che la cannabis light, ovvero la cannabis con CBD e con bassissimo THC (cannabinoide psicotropo) è una droga, non si sa che effetto abbia a lungo termine, non vi sono abbastanza ricerche ed evidenze scientifiche per escludere i possibili effetti negativi anche a livello terapeutico e di voler chiudere tutti i negozi di cannabis light legale, “piaga” molto diffusa anche negli shop online sul web.

Finalmente una buona notizia!

L’Organizzazione Mondiale per la Sanità (OMS) conferma la sua opinione in merito ai cannabinoidi contenuti nella cannabis terapeutica: il cannabidiolo (CBD), composto non psicoattivo della marijuana medica, non comporta rischi di dipendenza e non causa cambiamenti dell’umore o del comportamento. La notizia è molto importante considerando che vi sono ancora professionisti scettici sul reale rapporto rischi-benefici di questa sostanza.

Precisiamo che il termine cannabis terapeutica o marijuana medica, prima riferito a quella con alte concentrazioni di THC, venduta nelle farmacie dietro prescrizione e controllo medico, ora viene maggiormente attribuito alla cannabis con CBD, ovvero la cannabis light legale, quella venduta in Italia ad uso tecnico, quindi non destinata al consumo.

L’OMS ricorda che ogni paese può decidere liberamente in merito alla legalità o meno di questa sostanza ma il suo parere autorevole potrebbe cambiare decisamente gli scenari in tutto il mondo e accelerare quel processo di riconoscimento che la cannabis sembra proprio meritare.

Purtroppo in Italia in ministro Fontana decide di mettere una pietra sopra alla legalizzazione almeno nell’attuale legislatura, lasciando la legge così com’è, ovvero contorta.

Referenze e spunti per approfondire:

https://www.greenme.it/vivere/salute-e-benessere/26022-cannabis-oms

Pietra Sopra alla Legalizzazione da parte del Ministro Fontana: “Lasceremo la Legge così com’è” – Video

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Cannabis, avvenimenti a confronto: nel mondo e in Italia

cannabis in italia e nel mondo avvenimenti - Cannabis, avvenimenti a confronto: nel mondo e in Italia terapie-alternative, informazioni, cannabis-light

Il 20 Giugno il Canada liberalizza la cannabis a uso ricreativo, non solo la “cannabis light” o marijuana leggera, ma una vera e propria depenalizzazione della cannabis (anche quella “medica” con il principio psicotropo, il THC).

In concomitanza, per la prima volta nella storia delle Nazioni unite, l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), durante la sessione aperta della Commissione di Esperti sulle Dipendenze da Droga, informa di avviare una revisione delle proprietà terapeutiche della cannabis e annuncia quindi di voler rivalutare scientificamente gli effetti della marijuana, profilando così la possibilità di depennarla dalla lista stilata sulle droghe.

Ieri 21 Giugno 2018 in Italia, su molte testate giornalistiche, è stato pubblicato un articolo in cui il Consiglio Superiore di Sanità chiede il divieto alla libera vendita della “cannabis light”, quella legale con THC <0,6%, venduta ad uso tecnico, ovvero non destinata al consumo. Il CSS raccomanda, “nell’interesse della salute individuale e pubblica e in applicazione del principio di precauzione, che siano attivate le misure per bloccare la cannabis light” perché “non si può escludere la pericolosità del THC anche a basse concentrazioni in alcuni soggetti”.

Quindi, mentre da qualche parte nel mondo si provano a fare sforzi per regolamentare la cannabis in modo da poter avere anche i permessi e i mezzi per studiarla a scopo terapeutico, contemporaneamente in Italia, si cerca di dare disinformazione e fare ostruzionismo.

Oggi tempestivamente, il ministro della Salute, smentisce dicendo che il parere del CSS di vietare la vendita della cannabis light legale, è una “conclusione un po’ forte” e che non c’è emergenza o prova di nocività che giustifichi le chiusure, ma casomai sarà necessaria una regolamentazione del settore.

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L’evidenza scientifica sui potenziali rischi e effetti terapeutici della Cannabis e dei Cannabinoidi

tricomi - L'evidenza scientifica sui potenziali rischi e effetti terapeutici della Cannabis e dei Cannabinoidi terapie-alternative, informazioni, cbd, cannabis-light

L’uso della marijuana è tornato prepotentemente di moda, negli ultimi anni. In diverse nazioni è recentemente stato accettato l’uso medico e/o ricreativo di tutte le tipologie di cannabis, in altre, ad esempio l’Italia, è concessa la vendita solo delle varietà di canapa certificate, la cosiddetta cannabis light o erba legale e di quella farmaceutica dietro prescrizione medica.

A differenza dell’uso trasgressivo degli anni sessanta, oggi però vengono decantati gli effetti terapeutici, veri o presunti, della cannabis sativa, del cannabidiolo (CBD) e degli altri numerosi cannabinoidi presenti nelle infiorescenze (1).

La storia di questa pianta è alquanto complessa e articolata. Le prime notizie dell’uso terapeutico della Cannabis sativa risalgono a 3000 anni fa in Asia centrale, paese di cui è originaria. Solo nell’800 fu introdotta nella medicina occidentale, dove si cominciarono a studiare gli effetti terapeutici su diversi casi clinici. In seguito fu inserita nella farmacopea degli Stati Uniti nel 1916, per essere poi proibita e bandita nel ’42, perché accusata di essere una droga causa di diversi mali sociali.

E’ ormai noto e accettato che la cannabis è una pianta utilissima in ambito alimentare, tessile, industriale, agronomico e anche medico, grazie ai molteplici costituenti chimici presenti nelle infiorescenze. Oltre ai 120 cannabinoidi fino ad oggi identificati, troviamo i terpeni (più di 200), gli idrocarburi, i flavonoidi, gli acidi grassi, gli alcoli, gli aldeidi e le cannaflavine; sono complessivamente più di 600 composti chimici.

Da tenere presente che ci sono moltissime varietà, selezioni e incroci di cannabis che presentano ognuna diverse caratteristiche morfologiche (quantità semi, altezza), ma anche nella concentrazione e composizione delle diverse sostanze chimiche presenti (ad esempio Cannabis con THC e Cannabis light con elevata concentrazione di CBD e bassa di THC ), responsabili degli odori, sapori e profumi e soprattutto dei diversi effetti sul nostro organismo, sia psichici che fisiologici.

Ma che livello di evidenze scientifiche ci sono in campo medico?

Gli studi sull’uso terapeutico della cannabis e dei cannabinoidi (tra cui quelli più recenti sul CBD), sono veramente numerosi. Su PubMed sono indicizzati e consultabili circa 25.000 articoli (2).

Dal punto di vista medico/scientifico bisogna però distinguere il “grado di affidabilità” dei numerosi articoli (evidenza scientifica). Più un caso di studio è comprovato da diverse e ripetute ricerche controllate, isolate, randomizzate e ripetibili, più l’evidenza scientifica è elevata e difficilmente il caso sarà smentito da successive analisi.

Molti degli studi eseguiti fin’ora sulla cannabis, si trovano al livello più basso di evidenza scientifica, il che vuol dire che sono risultati efficaci solo su un limitato numero di esperimenti e non possono quindi essere ancora approvati dalla comunità scientifica. Alcuni invece raggiungono elevati livelli di evidenza: ciò vale sia per gli effetti dannosi della droga che per quelli terapeutici (3).

Accenniamo ad alcune patologie e i rispettivi livelli di evidenza scientifica riscontrati con l’uso di cannabinoidi.

Elevata evidenza: dolore cronico.

Moderata evidenza: nausea, vomito da chemioterapia, sclerosi multipla, ansia sociale.

Bassa, insufficiente evidenza: mancanza di appetito, perdita di peso in pazienti defedati, cancro, Parkinson, demenza, epilessia, colon irritabile.

Per concludere, esistono livelli di evidenza scientifica anche per i casi di studio rivolti a stabilire i danni o rischi per la salute derivati dal consumo (abituale o non) di cannabis. Di fatto l’uso curativo è anche ostacolato dalla contemporanea presenza nella pianta di principi attivi “tossici” e principi attivi “salutari” (4).

Abbiamo scritto questo articolo solo a scopo informativo, non è nostra intenzione sostituirci a medici o ricercatori, ma solo riportare quanto pubblicato in letteratura scientifica e far capire a chi interessato, che bisogna saper valutare le molteplici informazioni e notizie riportate dai media o che si possono leggere online.

Su siti o blog che trattano marijuana o prodotti e derivati della cannabis (in particolare cannabis light e CBD), vengono spesso riportati insieme alle proposte commerciali, anche le presunte proprietà curative, ovviamente senza che sia riportata alcuna distinzione rispetto ai diversi livelli di evidenza scientifica (5), e ciò può essere fuorviante per l’acquirente o il consumatore che può mettere a rischio la propria salute.

Citazioni: (1),(2),(3),(4),(5) – FEI (federazione italiana erboristi) Phyto journal, n.2 marzo-aprile 2018, Focus Cannabis, L’uso terapeutico della cannabis e dei cannabinoidi Potenziali rischi e benefici sulla salute.

Se volete approfondire l’argomento, segue un altro articolo molto interessante in lingua originale pubblicato sul National Cancer Istitute sulla Cannabis e i Cannabinoidi.

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Approfondimenti su Cannabis light legale

canapa - Approfondimenti su Cannabis light legale informazioni, cannabis-light

Lo scorso 23 Maggio è uscita una nuova circolare per fare un po’ di chiarezza sul fenomeno della Cannabis light legale (o marijuana leggera). Dopo diversi approfondimenti riguardanti le modalità di produzione, dove sono stati ribaditi e specificati diversi concetti già presenti nella legge n. 242 del 2 dicembre 2016, viene finalmente presa in considerazione anche l’infiorescenza di canapa. E’ quindi approvata la sua commercializzazione, sempre che l’infiorescenza sia derivata da sementi di canapa di varietà certificate e registrate nel catalogo europeo delle specie agricole, e che il THC non superi i limiti di legge. Non sembra in ogni caso risultare dalla nuova circolare, che sia consentita la vendita di Cannabis light legale per uso umano e non è chiaro se è consentita quella di importazione. La destinazione d’uso dell’infiorescenza di canapa che viene menzionata è per uso florovivaistico, quindi rimane comunque ad uso tecnico e da collezionismo.

Riportiamo qui di seguito la circolare del Mipaaf del 23 Maggio ’18.

Canapa: circolare sulle modalità di coltivazione e regole del florovivaismo
( 23.05.2018 )

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che è stata pubblicata sul sito internet del Mipaaf la circolare riguardante le disposizioni per la promozione della coltivazione e della filiera agroindustriale della canapa della varietà Cannabis Sativa. L’obiettivo di questa circolare è di chiarire la portata e le regole di attuazione dalla legge 2 dicembre 2016, n. 242, recante disposizioni per la promozione della coltivazione e della filiera agroindustriale della canapa, entrata in vigore il 14 gennaio 2017. La circolare ribadisce che la coltivazione è consentita senza necessità di autorizzazione, richiesta, invece, per la coltivazione di canapa ad alto contenuto di Delta-9-tetraidrocannabinolo e Delta-8-trans-tetraidrocannabinolo, di seguito THC, per gli usi consentiti dalla legge.

“Si tratta di un provvedimento necessario per chiarire i possibili usi della canapa coltivata nell’ambito del florovivaismo in modo da attuare pienamente una buona legge e precisarne il suo campo di applicazione” – dichiara il Vice Ministro Andrea Olivero -, “in questo modo agevoliamo anche l’attività di controllo e repressione da parte degli organi preposti”.

La legge citata riguarda:
a) la disciplina della coltivazione e della trasformazione;
b) l’incentivazione dell’impiego e del consumo finale di semilavorati di canapa provenienti da filiere prioritariamente locali;
c) lo sviluppo di filiere territoriali integrate che valorizzino i risultati della ricerca e perseguano l’integrazione locale e la reale sostenibilità economica e ambientale;
d) la produzione di alimenti, cosmetici, materie prime biodegradabili e semilavorati innovativi per le industrie di diversi settori;
e) la realizzazione di opere di bioingegneria, bonifica dei terreni, attività didattiche e di ricerca.

Nel documento sono richiamate le specifiche della legge e i parametri da rispettare ai fini della coltivazione con espresso riferimento al tasso di THC il cui limite rimane invariato a 0,2% della canapa greggia così come previsto da regolamento europeo. Qualora all’esito del controllo il contenuto complessivo di THC della coltivazione risulti superiore allo 0,2 per cento ed entro il limite dello 0,6 per cento, nessuna responsabilità è posta a carico dell’agricoltore. In caso venga accertato che il contenuto di THC sia superiore al limite dello 0,6 per cento, l’autorità giudiziaria può disporre il sequestro o la distruzione delle coltivazioni di canapa.
A questo si aggiungono le specifiche riguardanti la normativa della coltivazione nell’ambito del settore florovivaistico.

In questo caso si precisa che:
1.      È consentita la riproduzione di piante di canapa esclusivamente da seme certificato.
2.      Non è contemplata la riproduzione per via agamica di materiale destinato alla produzione per successiva commercializzazione di prodotti da essa derivati.
3.      Secondo quanto disposto dall’articolo 3, della legge n. 242 del 2016, il vivaista deve conservare il cartellino della semente certificata e la relativa documentazione di acquisto, per un periodo non inferiore a 12 mesi, e, in ogni caso, per tutta la durata della permanenza della semente stessa presso l’azienda vivaistica di produzione.
4.      La vendita delle piante a scopo ornamentale è consentita senza autorizzazione.
5.      L’attività vivaistica è altresì regolamentata dagli articoli 19 e 20 del decreto legislativo 19 agosto 2005, n.214, in attuazione della Direttiva 2000/29/CE concernente le misure di protezione contro l’introduzione e la diffusione nella Comunità di organismi nocivi ai vegetali o ai prodotti vegetali.
6.      Le importazioni a fini commerciali di piante di canapa da altri paesi non rientrano nell’ambito di applicazione della legge n. 242 del 2016 e, in ogni caso, devono rispettare la normativa dell’Unione europea e nazionale vigente in materia.

Con specifico riguardo alle infiorescenze della canapa, si precisa che queste, pur non essendo citate espressamente dalla legge n. 242 del 2016 né tra le finalità della coltura né tra i suoi possibili usi, rientrano nell’ambito delle coltivazioni destinate al florovivaismo, purché tali prodotti derivino da una delle varietà ammesse, iscritte nel Catalogo comune delle varietà delle specie di piante agricole, il cui contenuto complessivo di THC della coltivazione non superi i livelli stabiliti dalla normativa, e sempre che il prodotto non contenga sostanze dichiarate dannose per la salute dalle Istituzioni competenti.

Fonte: Ufficio Stampa Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Comunicati stampa – Canapa: circolare sulle modalità di coltivazione e regole del florovivaismo ( 23.05.2018 ), link originale mipaaf, (04/06/18)