cannabis light, informazioni

Cannabis legale in Italia

Canapa o cannabis o marijuana sono diverse definizioni della medesima pianta ovvero Cannabis sativa L..

Ma è legale comprare cannabis in Italia?

L’Italia un tempo era uno dei maggiori produttori di canapa. Questa pianta da sempre si è prestata a molteplici e differenti destinazioni d’uso. Vediamo alcuni campi di applicazione:

  • in ambito tessile per le ottime fibre utilizzate nei tessuti e nelle corde.
  • quello alimentare poiché i semi sono ricchi di proprietà nutrizionali (amminoacidi essenziali, fibre, acidi grassi insaturi “buoni”), usati tostati o per farina e panificazione o per l’olio ricco di omega che producono.
  • quello medico e terapeutico che sfrutta i diversi principi attivi, presenti nei tricomi delle infiorescenze tra cui il THC e il CBD, per curare o alleviare i sintomi di determinate patologie.
  • quello ricreativo dove vengono fumate le infiorescenze che contengono il THC, uno dei suoi principali metaboliti, che da effetti psicotropi.
  • in campo industriale per carta, packaging biodegradabili e nella bio-edilizia dove viene utilizzata per fare mattoni, isolanti e molto altro.
  • in ambito agricolo adoperata per risanare terreni contaminati da inquinanti, metalli pesanti e per altre pratiche agronomiche.
  • come biomassa e combustibile.

Insomma è veramente una pianta versatile di cui non si butta via niente.

Tornando alla questione principale, cioè se la canapa sia legale, la risposta è sì, ma bisogna fare una distinzione.

Le infiorescenze di Cannabis sativa L. var. indica, comunemente conosciuta come marijuana, non sono un prodotto legale in Italia (come anche detenere queste piante o i suoi derivati, hashish etc.) perché presentano un tenore di THC elevato che comporta l’effetto di sballo; è consentito l’uso terapeutico di una produzione controllata farmaceutica, esclusivamente su prescrizione medica.

Le infiorescenze prodotte dalle specie di canapa industriale sono invece legali in Italia (prodotto consentito per gli usi di cui la legge 242/16), ma è essenziale che contengano una soglia di tetraidrocannabinolo o THC inferiore allo 0,6%. Questi “fiori”, che contengono un maggiore contenuto di CBD (cannabidiolo, cannabinoide non psicoattivo), sono chiamati con i termini cannabis leggera o marijuana light o cannabis legale o canapa legale per indicare il fatto che presentano bassi/leggeri (light) livelli di THC e che rientrano nei limiti di legge (legale). Le infiorescenze o derivati della marijuana legale che contengono una quantità, anche se minima, di THC sono destinati ad uso tecnico (cannabis tecnica), di ricerca, industriale o collezionismo. Non sono quindi consentiti ad uso umano, cioè alimentare, medico o da combustione.  

E’ possibile coltivare la canapa previo rispetto dell’ordinanza corrente e rivendere i prodotti derivati sia ad uso tecnico (le infiorescenze), che alimentare, come ad esempio i semi, le farine e l’olio di canapa, la birra alla cannabis.

 

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