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Cos’è il cbd o cannabidiolo?

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Ormai è noto che la canapa è una pianta dalle molteplici risorse: trova uso in campo tessile, industriale, alimentare, farmaceutico e cosmetico. Già diffusa in molti stati europei e d’oltre oceano.

Partiamo dalle basi… un po’ di “chimica”.

La Cannabis Sativa L. contiene più di 400 fitocomposti: i maggiori gruppi di principi attivi sono i terpeni e i cannabinoidi.

I terpeni sono gruppi di molecole organiche volatili e fortemente profumate, presenti nelle piante e responsabili dei diversi aromi.
Offrono una vasta gamma di benefici per la salute.
I tipici e distintivi odori e sapori delle diverse varietà di canapa, sono dovuti alla combinazione di oltre 200 terpeni differenti.

I cannabinoidi sono metaboliti prodotti dalla canapa in concentrazioni diverse a seconda delle varietà: il primo che si sviluppa è il CBG (cannabigerolo), precursore di tutti gli altri.
I due cannabinoidi presenti in quantità maggiore sono il CBD e il THC (Tetraidrocannabinolo).
Quest’ultimo, molecola nota per gli effetti psicoattivi della marijuana, è illegale in Italia (con concentrazione maggiore dello 0,2/0,6%), consentito solo a scopo terapeutico sotto stretto controllo medico.

Il CBD, o cannabidiolo, non ha invece alcun effetto psicotropo ed è il cannabinoide primario della Cannabis light e della canapa industriale.
Negli ultimi anni l’interesse per questa molecola è cresciuto. Numerosi studi clinici, condotti dal 2011, hanno dimostrato le potenzialità terapeutiche del CBD in un ampio campo d’azione.
Ha effetti rilassanti, antiossidanti, neuro-protettivi e antinfiammatori e può essere indicato per alleviare i sintomi legati all’ansia, all’insonnia e molti altri ancora.

Questi studi hanno confermato l’efficacia del CBD nel trattamento di epilessia e psicosi e hanno dimostrato una migliore tolleranza ed effetti collaterali più moderati rispetto alle medicine classiche impiegate per queste malattie (Iffland e Grotenhermen, 2016)
Una rassegna completa sugli effetti salutari e collaterali del CBD dimostra che anche alti dosaggi di questo cannabinoide sono sicuri e molto ben tollerati senza incidere su battito cardiaco, pressione sanguigna, temperatura corporea, transito gastrointestinale, né alterare le funzioni cognitive e psicomotorie (Bergamaschi et al., 2011).